News - Area Legale

Fonte: AteneoWeb.com

22 Gennaio 2019
In Gazzetta Ufficiale le nuove norme anticorruzione

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 16 gennaio 2019 è pubblicata la Legge 9 gennaio 2019, n. 3 (cosiddetta legge "spazzacorrotti") recante misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici.
Il testo, che si ricorda è stato approvato dalla Camera il 18 dicembre 2018, apporta importanti modifiche relativamente, in particolare, ai reati contro la Pubblica Amministrazione, con misure che vanno ad inasprire le pene per i reati di corruzione, a rendere le indagini preliminari più efficaci e a limitare l'accesso dei condannati ai benefici carcerari.
Il Provvedimento entrerà in vigore il 31 gennaio 2019, ad eccezione delle disposizioni di cui al comma 1, lettere d), e) e f) che entreranno invece in vigore il 1° gennaio 2020.
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22 Gennaio 2019
Prevenzione della corruzione: sul sito del Min. della Giustizia la circolare sul Whistleblowing

Sul sito internet del Ministero della Giustizia è stata pubblicata la Circolare n. 1 del 17 gennaio 2019 del Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, contenente gli indirizzi operativi per la gestione delle segnalazioni del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower), ai sensi dell'art 54 bis del dlgs 165/2001, in attesa della pubblicazione da parte dell'Autorità nazionale anticorruzione del software open source che consente la compilazione, l'invio e la ricezione delle segnalazioni di illecito da parte di dipendenti/utenti interni di una amministrazione e del completamento dell'analisi preliminare relativa all'adeguamento di tale software alle peculiarità dei sistemi del dominio giustizia.
La procedura per la segnalazione al RPCT, si legge nel documento, continuerà a svolgersi secondo le seguenti fasi:

trasmissione della segnalazione al RPCT mediante lo specifico modulo (predisposto sulla base del modello ANAC), che viene allegato alla presente circolare e che, ad ogni buon conto, verrà pubblicato sul sito istituzionale alla sezione Amministrazione trasparente ->Altri contenuti->Prevenzione della Corruzione.
A tal proposito si rammenta che la parte del modulo dedicata ai dati del segnalante dovrà essere inserita in una busta sigillata e corredata dalla copia di un documento di riconoscimento del segnalante nel solo caso in cui la denuncia non sia presentata personalmente all'ufficio del RPCT. La busta dovrà essere inserita in una busta più grande unitamente alla parte del modulo intitolata "dati e informazioni segnalazione Condotta illecita", con l'eventuale documentazione a corredo della denuncia;
apertura da parte del RPCT delle buste con assegnazione di un medesimo codice sostitutivo da apporre sulle due parti del modulo;
trattazione della segnalazione da parte del RPCT, coadiuvato dai componenti dell'istituendo Gruppo di lavoro;
controllo preliminare di ammissibilità;
adozione dei seguenti provvedimenti:

archiviazione in caso di inammissibilità
assegnazione ai soggetti competenti per l'istruttoria o per l'adozione dei provvedimenti conseguenti.


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21 Gennaio 2019
Gestione rimborso spese costi chilometrici e costi trasferte: le nostre app in cloud aggiornate con le nuove tabelle ACI per il 2019

Vi segnaliamo le nostre applicazioni IN CLOUD per la gestione dei rimborsi spese aggiornate con le nuove tabelle ACI per il 2019, tratte dal Supplemento ordinario n. 57 alla "Gazzetta Ufficiale" n. 295 del 20 dicembre 2018.

Si tratta di:
Gestione rimborso spese costi chilometrici: versione Cloud, l'applicazione per determinare il rimborso spese chilometrico spettante all'amministratore/dipendente per l'utilizzo dell'auto propria e per stampare la nota periodica di rimborso spese;
Gestione rimborso spese costi trasferte: versione Cloud, l'applicazione per determinare il rimborso spese chilometrico spettante all'amministratore/dipendente per l'utilizzo dell'auto propria e per stampare la nota periodica di rimborso spese.
I dati di input comprendono anche le spese accessorie sostenute durante le trasferte, quali ricevute di ristoranti, parcheggi, taxi, ecc.;
Rimborso chilometrico: calcolo con tabelle ACI (versione Cloud), applicazione GRATUITA per determinare il rimborso chilometrico dovuto per una trasferta.
Buon lavoro!
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21 Gennaio 2019
Intercettazioni inutilizzabili, se sprovviste di autorizzazione

Le sanzioni e procedure amministrative-penali adottate dagli Stati membri contro le frodi Iva devono essere compatibili con il principio di legalità su cui si fonda l'Unione stessa.
Non contrasta con il diritto Ue l'applicazione della norma interna che esclude, quali elementi di prova, le informazioni raccolte con metodi investigativi speciali, come le intercettazioni telefoniche, ottenute senza la prevista autorizzazione giudiziaria, anche se idonee a dimostrare la commissione del reato (Corte Ue, causa C-310/10).
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21 Gennaio 2019
Approvato dal CdM il decreto su Reddito di cittadinanza e quota 100

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 38 del 17 gennaio 2019, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni che prevede, dal prossimo aprile:

l'introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza per i soggetti e i nuclei familiari in condizioni di particolare disagio economico e sociale, vale a dire di misure mirate a una ridefinizione del modello di benessere collettivo, attraverso meccanismi in grado di garantire un livello minimo di sussistenza nonché, nel caso del reddito di cittadinanza, la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione. Il beneficio sarà compreso tra i 480 e i 9.360 euro annui, in considerazione dii specifici parametri e sono previste sanzioni nei casi in cui vengano forniti, con dolo, dati e notizie non rispondenti al vero nel corso della procedura di richiesta del Reddito di cittadinanza;


l'introduzione di una ridefinizione dei requisiti minimi per l'accesso al pensionamento anticipato e di misure per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani.
In particolare, il decreto introduce il diritto alla pensione anticipata, senza alcuna penalizzazione, al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 38 anni, la cosiddetta "pensione quota 100".

Maggiori dettagli nel Comunicato Stampa del Governo.
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18 Gennaio 2019
Gestione separata Inps - Contribuzione dovuta anche dai professionisti che non versano il contributo soggettivo

Sono obbligati ad iscriversi alla Gestione Separata INPS (L. n. 335/1995), e versare quindi la relativa contribuzione alla cassa dell'Istituto previdenziale, anche quei professionisti che - pur essendo tenuti ad iscriversi all'Albo di categoria - non versano il corrispondente contributo soggettivo alla Cassa previdenziale di appartenenza.
Stiamo parlando, ad esempio, di ingegneri, architetti e avvocati che, nell'esercitare la propria attività professionale, versano alle rispettive casse previdenziali, senza obbligo di iscrizione, esclusivamente un contributo integrativo in quanto iscritti agli albi, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio (con il pagamento di un contributo soggettivo
Ciò ha prodotto negli ultimi anni numerose controversie tra l'INPS e le varie categorie di professionisti. Ultimo intervento della giurisprudenza, che sembra chiarire definitivamente la posizione tra la pubblica amministrazione ed i professionisti, sono le sentenze della Corte di Cassazione n. 32167/2018, depositata il 12 dicembre 2018; n. 32506/2018 e n. 32508/2018, entrambe depositate il 14 dicembre 2018. La prima relativa agli avvocati non iscritti alla Cassa di previdenza forense, la seconda e la terza i dottori commercialisti, iscritti all'Albo professionale ma non alla Cassa dei dottori commercialisti.
Esiste, dunque, una questione di fondo, comune alle singole tipologie professionali nei cui confronti l'INPS ha fatto valere l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata la cui soluzione impone, da un lato la verifica dell'ambito di concreta, attuale, operatività di tale Gestione e, quindi, l'individuazione della sua funzione all'interno del sistema della previdenza; dall'altro, il confronto del risultato di tale verifica con l'ambito di concreta operatività della gestione affidata dalla legge alle apposite casse professionali, in ragione del disposto del D.Lgs. n. 509 del 1994 o del D.Lgs. n. 103 del 1996.
Per risolvere una diatriba che dura da decenni i Giudici della Suprema Corte - nella sentenza n. 32508/2018 - prendono il via dalle motivazioni per cui è nata la Gestione Separata INPS, e lo fanno richiamando la sentenza 3240/2010 a Sezioni Unite, che in materia continua ad esprimere principi del tutto condivisibili.
Tale sentenza precisa che la Gestione Separata INPS serve non solo a lavoratori che non ne erano prima beneficiari, ma anche a specifiche attività escluse in precedenza, anche a coloro che ne fruivano solo in parte, a coloro cioè che svolgevano due diversi tipi di attività e che erano "coperti" dal punto di vista previdenziale, solo per una delle due, facendo quindi in modo che a ciascuna corrispondesse una forma di assicurazione.
La regola generale è, quindi, che all'espletamento di duplice attività lavorativa, quando per entrambe si prevede la tutela assicurativa, deve corrispondere la duplicità di iscrizione e non si ha, peraltro, duplicazione di contribuzione, perché a ciascuna fa capo un'attività diversa. Inoltre ciascuna delle obbligazioni contributive viene parametrata sulla base dei compensi rispettivamente percepiti, che non si cumulano, ma restano distinti e sottoposti alla rispettiva aliquota di prelievo.
La Gestione separata nasce con la L. n. 335/1995 (c.d. "Riforma Dini"), avente l'obiettivo di assicurare una tutela previdenziale a tutte quelle categorie di lavoratori fino ad allora escluse, scoperte dal punto di vista previdenziale, e dunque con il rischio di non percepire alcun trattamento previdenziale alla pensione. In particolare, l'art. 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995 dispone - a decorrere dal 1° gennaio 1996 - l'iscrizione alla Gestione Separata:
- di tutte le categorie residuali di liberi professionisti, per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale; nella fattispecie devono, quindi, essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale, nel caso in cui, ai sensi del suo regolamento, l'attività non sia iscrivibile;
- della quasi totalità delle forme di collaborazione coordinata e continuativa, che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica, né giuridica, né previdenziale;
- della categoria dei venditori a domicilio, ex art. 36, L. 426/71.
Con successive disposizioni di legge, attraverso un'opera di costante ampliamento delle categorie di lavoratori tenute a detta iscrizione, sono stati assicurati alla Gestione anche altri lavoratori, quali: spedizionieri doganali non dipendenti; beneficiari di borse di studio per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca; amministratori locali; associati in partecipazione; medici con contratto di formazione specialistica.
Tale complessivo ed articolato quadro normativo - si legge ancora nella sentenza n. 32506 - "induce a ritenere che la copertura previdenziale realizzata attraverso la istituzione della Gestione separata non è limitata alla protezione nominativa di singole figure di lavoratori autonomi rimaste prive di tutela assicurativa ed emergenti, via via, a seconda delle evoluzioni del sistema economico e produttivo, ma ha assunto una funzione di chiusura del sistema che si rivolge alle aree soggettive ed oggettive non coperte da altre forme di assicurazione obbligatoria e che risponde all'obbligo dello Stato di dare concretezza al principio della universalità delle tutele assicurative obbligatorie relative a tutti i lavoratori (art. 35 Cost.), rispetto agli eventi indicati nell'art. 38, secondo comma, della Costituzione, nei modi indicati dal comma quarto dello stesso articolo 38 della Costituzione".
Dopo aver esaminato la portata dell'art. 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, è necessario - secondo la Corte - esaminare anche il disposto dell'art. 18, comma 12, del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito dalla legge n. 111 del 15 luglio del 2011, che, esplicitando l'intento di voler chiarire quali liberi professionisti siano tenuti alla iscrizione alla gestione separata, dispone che il comma 26 del citato art. 2 della legge n. 335 del 1995 va inteso nel senso che "i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all'iscrizione presso l'apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato alla iscrizione ad appositi albi professionali ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11 in base ai rispettivi ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11".
Inoltre, affinché scatti l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, e quindi la conseguente obbligazione contributiva, è sufficiente:

La mera percezione di un reddito. La caratteristica della norma, che si evince dal testo, è l'aver assoggettato ad assicurazione non più determinate categorie di lavoratori ma due tipi di reddito da lavoro autonomo: quelli di cui all'art. 49, comma 1, del TUIR che derivano dall'esercizio, abituale ancorché non esclusivo, di arti e professioni, e quelli di cui al secondo comma dello stesso articolo, derivanti dagli uffici di amministratore e sindaco di società e da altri rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
La compatibilità dell'iscrizione di un lavoratore a due gestioni previdenziali. Infatti, l'art. 59, comma 16, della L. n. 449/1997 prevede un'aliquota specifica della Gestione separata per chi è già iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria.

In definitiva, il professionista che svolge una duplice attività lavorativa è tenuto automaticamente anche alla duplice iscrizione.
L'obbligo (ex art. 2, comma 26, L. n. 335 del 1995) di iscrizione alla gestione separata è genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall'esercizio abituale (anche se non esclusivo), ma anche occasionale (entro il limite monetario indicato nell'art. 44, comma 2, del D,L. n. 269 del 2003) di un'attività professionale per la quale è prevista l'iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge anche altra diverse attività per cui risulta già iscritto ad altra gestione. Tale obbligo viene meno solo se il reddito prodotto dall'attività professionale predetta è già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento.
Per scaricare il testo della sentenza n. 32506/2018 clicca qui.
Per scaricare il testo della sentenza n. 32508/2018 clicca qui.
Per scaricare il testo della sentenza n. 32167/2018 clicca qui.
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18 Gennaio 2019
Immigrazione e sicurezza pubblica: dal Min. dell'Interno le FAQ sul nuovo decreto

Sul sito internet del Ministero dell'Interno sono state pubblicate le risposte alle domande più frequenti in tema di immigrazione e sicurezza pubblica relative, nello specifico, all'applicazione del Decreto Legge 4 ottobre 2018, n. 113 coordinato con la Legge di conversione 1 dicembre 2018, n. 132.
Clicca qui per accedere al documento.
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18 Gennaio 2019
GDPR: le "regole deontologiche" in Gazzetta Ufficiale

Il Garante per la protezione dei dati personali ha verificato la conformità dei Codici di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici, statistici, scientifici e investigazioni difensive al Regolamento Ue 2016/679 sulla protezione dei dati personali.
Sono stati infatti pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale:

le "Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica" (G.U. del 4 gennaio 2019, n. 3);


le "Regole deontologiche per trattamenti a fini statistici o di ricerca scientifica" e le "Regole deontologiche per trattamenti a fini statistici o di ricerca scientifica effettuati nell'ambito del Sistema statistico nazionale" (G.U. del 14 gennaio 2019, n. 11);


le "Regole deontologiche relative ai trattamenti di dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive o per fare valere o difendere un diritto in sede giudiziaria" e le "Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica" (G.U. del 15 gennaio 2019, n. 12).
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17 Gennaio 2019
Riconoscimento pensione di reversibilità in favore dell'ex coniuge divorziato

Ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità, in favore dell'ex coniuge nei cui confronti è stato dichiarato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, ai sensi dell'art. 9 l. 1° dicembre 1970 n. 898, nel testo modificato dall'art. 13 l. 6 marzo 1987 n. 74, la titolarità dell'assegno, di cui all'art. 5 stessa l. 1° dicembre 1970 n. 898, deve intendersi come titolarità attuale e concretamente fruibile dell'assegno divorzile al momento della morte dell'ex coniuge, e non già come titolarità astratta del diritto all'assegno divorzile che è stato in precedenza soddisfatto con la corresponsione in unica soluzione.
Fonte: Corte di Cassazione; sezioni unite civili; sentenza, 24-09-2018, n. 22434 - Massima a cura de "Il Foro Italiano".
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17 Gennaio 2019
Aggiornati gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni del Codice della strada

Con il Decreto del Ministero della giustizia del 27 dicembre 2'018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2018, sono stati aggiornati gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni del Codice della strada.
La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni è stata aggiornata in misura pari all'intera variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nei due anni precedenti, accertata dall'ISTAT nel 2,2%.
Per scaricare il testo del D.M. 27 dicembre 2018 clicca qui.
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16 Gennaio 2019
Fatturazione elettronica: l'avvocato può utilizzare un indirizzo PEC dedicato

Sul sito internet del Consiglio Nazionale Forense sono state pubblicate le domane più frequenti in tema di Fatturazione Elettronica con l'intento di fornire ai professionisti alcuni chiarimenti sul tema.
In una delle risposte fornite il CNF precisa che l'Avvocato può utilizzare, per la gestione della fatturazione elettronica, un indirizzo PEC differente da quello censito nei pubblici registri e può anche indicare l'indirizzo telematico (es. PEC) del suo intermediario o di un soggetto terzo che offre servizi di trasmissione e ricezione delle fatture elettroniche, senza necessità di comunicare alcuna "delega" in tal senso all'Agenzia delle entrate.
Il provvedimento del 30 aprile 2018 e le relative specifiche tecniche, infatti, ammettono la possibilità di utilizzare più "indirizzi telematici", quindi anche più PEC, anche diverse da quella legale registrata in INIPEC.
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16 Gennaio 2019
PAT: gli Amministrativisti chiedono a Conte il sostegno per la soppressione dell'obbligo di copia cartacea

L'Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti (UNAA) ha chiesto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di sostenere l'approvazione dell'emendamento AS n. 989 al Disegno di legge n. 989 (Decreto "Semplificazioni") che prevede la soppressione dell'obbligo di deposito di copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi nel processo amministrativo telematico.
Nella lettera a Conte il Presidente dell'UNAA, Avv. Umberto Fantigrossi, si dice fiducioso che il Governo "possa esprimere al riguardo una valutazione positiva e quindi di fattivo sostegno all'approvazione, in linea con l'obiettivo più volte manifestato di una più avanzata digitalizzazione della Giustizia e della riduzione degli oneri amministrativi per tutti gli operatori".
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15 Gennaio 2019
CdM: approvato il decreto che introduce il nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 37 del 10 gennaio 2018, ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, introduce il nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
L'obiettivo è quello di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali secondo due finalità:

consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;
salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

Alcune delle novità più significative:

sostituzione del termine fallimento con l'espressione "liquidazione giudiziale";
introduzione di un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell'impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;
priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell'insolvenza, si privilegiano le procedure alternative a quelle dell'esecuzione giudiziale;
semplificazione e uniformità della disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
istituzione, presso il Ministero della Giustizia, du un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell'ambito di procedure concorsuali;
armonizzazione delle procedure di gestione della crisi e dell'insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell'occupazione e del reddito di lavoratori.
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15 Gennaio 2019
Rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi: approvato decreto su ineleggibilità

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 37 del 10 gennaio 2018, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti e indifferibili per assicurare condizioni di ordinato rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi scaduti il 31 dicembre 2018, superando, a tutela della loro funzionalità, le incertezze applicative in ordine alla ineleggibilità di avvocati che hanno già svolto due mandati consecutivi, ai sensi della legge 12 luglio 2017, n. 113.
Il provvedimento, in particolare, conferma quando recentemente sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 32781/2018, ossia che, ai fini del citato divieto, si debba tener conto anche dei mandati iniziati prima dell'entrata in vigore della legge 31 dicembre 2012, n. 247.
Resta fermo, si legge nel Comunicato Stampa del Governo, quanto disposto dalla legge 12 luglio 2017, n. 113, in merito alla possibilità di ricandidarsi quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato e all'irrilevanza dei mandati di durata inferiore ai due anni.
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14 Gennaio 2019
Prestazioni domestiche: non c'è lavoro subordinato se c'è un legame affettivo

La Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 30899 del 29 novembre 2018, si è espressa in merito alla possibilità di considerare le prestazioni domestiche svolte nell'ambito di una relazione affettiva, fuori dal vincolo del matrimonio, come lavoro subordinato.
La Suprema Corte, dopo attenta analisi, confermando quanto precedentemente stabilito dai giudici della Corte d'appello, ha affermato che "tra persone legate da vincoli di parentela o di affinità opera una presunzione di gratuità della prestazione lavorativa", che trova la sua fonte nella circostanza che la stessa viene resa normalmente per motivi di affetto e benevolenza.
Per superare tale presunzione, ha aggiunto la Corte, è necessario quindi fornire la "prova rigorosa degli elementi tipici della subordinazione".
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Fonte: AteneoWeb.com